News dalla Camera penale di Foggia.

La Camera Penale di Foggia, in ossequio al deliberato della giunta dell'UCPI, ha aderito all'astensione dalle udienze penali dal 14 al 18 novembre 2011. Tanto al fine di esprimere il massimo disappunto per le continue mortificazioni cui vengono, sempre più spesso, sottoposti i difensori e per lo svilimento continuo del delicatissimo ruolo dell'avvocato penalista. Basti pensare a quanto accaduto: al collega Nicola Quaranta, sollevato illegittimamente ad opera di un Pubblico ministero dal segreto professionale, ad un imputato arrestato mentre era al colloquio con il suo avvocato NELLO STUDIO LEGALE, ad un collega denunciato per infedele patrocinio per aver scelto una linea difensiva non "gradita" ai PM ecc. La Camera Penale di Foggia, a tal proposito, si è fatta promotrice a Rimini di una mozione durissima insieme alla Camera Penale di Nola, Salerno, Firenze, Bologna, Lucera e Lucca.

SEGRETO PROFESSIONALE DEGLI AVVOCATI: PRESA DI POSIZIONE DELLA CAMERA PENALE DI FOGGIA

Il presidente della Camera Penale di Foggia, avvocato Gianluca Ursitti, non potendo partecipare personalmente ha voluto inviare il suo messaggio all ’assemblea straordinaria della Camera penale di Bari tenutasi questa mattina nell’aula della prima sezione penale del capoluogo pugliese, per affrontare la vicenda relativa alla violazione del segreto istruttorio e la questione della gravissima situazione delle udienze dibattimentali.
L’assemblea ha affrontato la vicenda che ha coinvolto l’avvocato Nicola Quaranta con la illegittima emissione da parte dei pubblici ministeri napoletani, di un decreto che sollevava il difensore  dal segreto professionale, precedente gravissimo  in aperta violazione del diritto di difesa che è posto alla base del segreto professionale dell’avvocato, come ribadito dalla stessa Corte Costituzionale.
“L’episodio determina un precedente da non sottovalutare, sottolinea il presidente della Camera Penale di Foggia Gianluca Ursitti, ed è opportuno che la questione venga esaminata correttamente per evitare che il caso provochi una crepa irreparabile nel sistema giudiziario in cui l’avvocato ricopre un ruolo determinante”.